Interno Franchi. Inferno Franchi. Questa è la notte: altre così si conquistano ora, subito. Questa è la notte: di Fiorentina contro Bayern Monaco. Ecco
Alberto Gilardino, campione del mondo, 11 gol totali nella sua vita di Champions, la faccia che sogna i quarti, la storia che cerca attori, il futuro che vuole nomi come il suo.
Se il vostro spogliatoio potesse parlare, che cosa direbbe ora?
«Ciò che sentiamo, e cioè che siamo davanti alle porte della storia».
Il futuro è adesso.
«É adesso perché è una sfida importante, molto importante: per noi, per Firenze, per me e i compagni, per lo staff e la società. E per il futuro della Champions italiana, visto che nel ranking Uefa ce la giochiamo proprio contro la Germania. C´è una città intera pronta a sostenerci, so che ancora una volta i tifosi saranno presenti, fantastici. Noi in campo porteremo le nostre conoscenze, il nostro gioco, la nostra infinita voglia di farcela. E loro, i tifosi, devono solo pensare ad essere se stessi, speciali come sempre, devono pensare a...».
A scatenare l´inferno vocale.
«L´inferno sportivo, sì, quello che ti trascina se hai bisogno di una mano, di un qualcosa in più. Noi promettiamo che vedranno una squadra con gli attributi, una Fiorentina che dentro di sé ha giocatori che sempre, e sottolineo sempre, hanno voluto dare il massimo, il meglio, anche l´impossibile. Succederà anche questa notte».
Notte dei Ribery e dei Robben.
«Loro sono giocatori extra, fantastici, superlativi. Ma tutto il Bayern ha qualità dappertutto. Penso a Olic, attaccante che mi piace molto, oppure a Gomez, giovane e forte, o anche al centrocampo, gente solida e di esperienza».
Magari dietro, fra acciacchi e novità, sembrano vulnerabili.
«Sembrano, ma non è poi così facile: anche se manca Demichelis, parliamo di giocatori che giocano ad alti livelli da svariate stagioni. Una cosa è certa: dovremo giocare in modo intelligente».
VanGaal dice che attaccheranno da subito.
«Allora, forse, significa che agiranno in contropiede».
Se le dico Ovrebo e Nebben?
«Le rispondo che preferisco stemperare gli animi. E che, ovviamente, quel che successe all´andata fu imbarazzante. Per tutti».
La gara di andata cosa vi ha insegnato?
«Che tutto è aperto e possibile. Se giochi una partita tosta e gagliarda, si può fare ogni cosa. Ripeto: dovremo agire con intelligenza e attenzione, tenendo d´occhio le loro ripartenze».
Basterebbe l´1-0, ma sono 17 partite di fila che subite gol.
«É una pecca di tutta la squadra, non solo del reparto difensivo. Insomma: direi che abbiamo già dato abbastanza...».
I non-risultati in campionato quanto vi hanno demoralizzato?
«Né depresso né demoralizzato. E, comunque, nessun vittimismo. Certo, i risultati negativi non aiutano, ma adesso siamo pronti a vivere questa nottata come nessun´altra. Un grande risultato potrebbe essere un riavvio, una ripartenza».
Prandelli che dice «nel dubbio da un po´ ci penalizzano»: pensieri?
«Che la moviola è necessaria: sono anni che lo dico in varie interviste. In questi ultimi mesi ci sono stati alcuni episodi sfavorevoli, inutile negarlo, però adesso mettiamoci una pietra sopra, perché il nostro futuro comincia giustamente adesso e non serve piangerci addosso. L´uso della tecnologia è fondamentale, magari diventerebbe problematica per qualcun altro...».
Curiosità: perché in Italia le fischiano la metà delle botte che prende?
«Eh, me ne sono accorto anch´io...».
Lei contro il Bayern ha un mezzo conto aperto.
«Quando giocavo nel Milan passammo il turno con un 2-2 in casa e un 2-0 a Monaco. All´andata mi annullarono un gol ingiustamente con tanto di cartellino giallo che mi fece saltare il secondo match: sì, insomma, vorrei rifarmi».
Quando si dice che servono i gol di Gilardino, Gilardino cosa pensa?
«Che qualcuno ne ho fatto in carriera. E che comunque sono sempre lì, pronto a scolpire coi fatti il mio dovere».
L´importante è che Butt non faccia come Manninger sabato scorso.
«Lì ero convinto di essere in fuorigioco, mi sono girato con la coda dell´occhio e nel 90% dei casi incrocio il tiro. Vabbé, peccato».
Un campione del mondo che consigli dà, in questi casi, ai suoi compagni?
«Sono fondamentali due aspetti: la coesione e la consapevolezza di essere forti».
Chi trascina stasera?
«I giocatori più esperti devono trascinare chi ha meno esperienza».
Quanto sta mancando Adrian Mutu?
«Sa di aver commesso una leggerezza, ma speriamo tutti che torni nell´ultimo mese di campionato».
Le voci sul futuro di Prandelli vi influenzano?
«No. So che tecnico e società si parleranno a breve, in primavera. Noi non siamo disorientati, siamo solidi e dentro ad ogni obiettivo».
Gilardino è arrivato in viola per vincere: ci crede sempre?
«Decisamente sì, mai smesso di pensare a questo e al progetto che mi sono posto scegliendo Firenze».
Il 9 dicembre lei disse: «Il gol ad Anfield è stato il più importante della mia carriera». Replay, please.
«Rinfreschiamo la storia».
La Gazzetta dello Sport
Fonte:
violanews.com