Il miracolo sfiorato. Segnare tre gol al Bayern, un´impresa, non è bastato alla Fiorentina per passare il turno. Non è bastato neanche ritrovare lo Jovetic da Champions, con la sua doppia segnatura. Una prodezza di Robben, incontenibile, e addio alla Coppa. La partita di ritorno è stata limpida e giocata con il cuore dai viola e con freddezza dal Bayern. Ma certo nel bilancio finale del doppio incontro un peso che aumenta e che diventa insopportabile, lo assume ancora di più il gol irregolare segnato da Klose nella gara d´andata perché l´uno a uno con cui si doveva chiudere quella partita avrebbe consegnato, con il risultato del ritorno, la qualificazione ai viola. Dunque, la Fiorentina è stata eliminata da Ovrebo più che dal Bayern e questa elementare constatazione aumenta il rammarico perché nel doppio confronto i viola, pur avendo qualcosa di meno rispetto agli avversari, non sono stati inferiori alla squadra tedesca e se avessero potuto giocarsi le loro possibilità in modo corretto si sarebbero qualificati. Il vittimismo non c´entra: a Monaco, Gobbi non meritava l´espulsione (con lo stesso metro di giudizio l´avrebbe meritata anche Schwansteiger ieri sera), mentre la meritava Klose che poi ha segnato in quel modo.
Ovrebo ha affondato la Fiorentina almeno quanto la prodezza di Robben al ritorno. Non c´è nulla, o c´è molto poco da rimproverare ai viola per la partita del Franchi, anche se rimane un rammarico di fondo, un malinconico suono d´accompagnamento, perché sul 3-1 lo spazio speranzoso che si era riaperto si è chiuso immediatamente con il tiro di Robben. Nella porta più aperta al vento i tiri da lontano (Marchionni, Van Bommel, Robben) hanno trovato ospitalità e responsabilità decisive (Butt, forse anche di Frey sul tiro da lontano, preciso ma non micidiale di Van Bommel), ma si ritorna sempre lì, a Ovrebo, all´uomo determinante.
Dopo aver assolto, applaudito e ringraziato la Fiorentina per quanto ha saputo fare in Champions perdendo soltanto due partite in inferiorità numerica (a Lione e a Monaco) per discutibili decisioni arbitrali, dopo averne elogiato il comportamento nella partita di ieri contro la capolista del campionato tedesco, nella quale si riconoscono i tratti di una squadra consapevole e professionale, una squadra di personalità, non resta purtroppo che portare un malinconico sguardo verso il futuro, verso il resto della stagione che, a questo punto, molto poco se non quasi nulla lascia alla Fiorentina, in corsa soltanto in Coppa Italia dove ostacoli alti le si presentano sul cammino. Esiste il pericolo del contraccolpo, dopo l´immeritato addio alla Champions. Sarà con questo rischio che Prandelli, la squadra, la società,il pubblico stesso dovranno fare i conti per evitare che tutto cali (rendimento, concentrazione, passione, classifica) e che invece salga, a lungo andare, lo spirito critico.
Sandro Picchi - Corriere Fiorentino
Fonte:
violanews.com