Baci e abbracci per Prandelli. Ma nessun coro

27-09-2010 -

Nella domenica del riscatto, c´era anche chi tornava, per la prima volta da spettatore, all´Artemio Franchi. Cesare Prandelli aveva annunciato la sua presenza allo stadio già da qualche giorno, per visionare i convocabili in vista della doppia sfida di qualificazione a Euro 2016 contro Irlanda del Nord e Serbia, ma anche per riassaporare il gusto di essere lì, mentre gioca la Fiorentina. La gente in Tribuna lo ha accolto con un bellissimo e sentito applauso, mentre lui ricambiava con grandi saluti e sorrisi. Prima della partita, il Ct è stato abbracciato e salutato anche da Andrea Della Valle (al quale ha augurato «buon compleanno»), per poi sedersi nella terza fila della tribuna d´onore, dietro allo stesso azionista di maggioranza, al sindaco Renzi (suo tifoso doc) e al presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, ma davanti al designatore arbitrale Stefano Braschi. Prandelli ha seguito la partita in modo molto composto, ha chiacchierato con l´amico Tommaso Ghirardi (presidente del Parma) e chiamato il figlio Nicolò, che nel Parma lavora da quest´estate. La curva Fiesole invece ha deciso di ignorarlo, forse per non far pesar troppo la sua presenza a Mihajlovic e alla squadra, già chiamati ad una domenica difficile, vista la classifica e l´obbligo di vincere. Ai gol ha applaudito, specie a quello di De Silvestri, suo pupillo e quasi certamente di nuovo titolare in almeno una delle prossime due partite della sua Nazionale. Prima del fischio finale Cesare se n´è andato. Per riascoltare il suo nome cantato dai tifosi, ci saranno altre occasioni. Soprattutto se la classifica viola dovesse tornare ad essere più piacevole. Nel frattempo si è guadagnato il ruolo di portafortuna: «È stato bello rivederlo», ha commentato l´ad viola Sandro Mencucci, «ed è stato anche il nostro amuleto: che venga più spesso, sarà gradito ospite».

Corriere Fiorentino

Fonte: violanews.com