Sparatori italiani

03-02-2010 -

Oggi abbiamo parlato di ampliamento della stagione venatoria. Pro e contro come sempre avviene per qualsivoglia argomento. Si è parlato tanto, in un recente passato, anche dell´abolizione della caccia, dimenticandosi però che questa attività (che personalmente non praticherei mai!) è nata con l´uomo. Un tempo per spirito di sopravvivenza adesso, diciamo, per sport o quasi. Il problema a mio avviso, non sta nel quanti mesi sparare, ma capire chi è lo sparatore. Le altere figure dei cacciatori alla Giacomo Puccini, o quelle impresse nei quadri dei "macchiaoli" non esistono più da tempo. Erano un tutt´uno con il contadino. Conoscevano perfettamente i tempi di semina e raccolto, come i flussi (il passo) di certi volatili e/o il periodo riproduttivo delle loro "vittime". Il cacciatore odierno, tranne rare eccezioni, si presenta all´appuntamento griffato dalla testa ai piedi, con l´arma scintillante come fosse in parata, pronto a sparare su tutto quanto si muova, magari mentre più o meno incautamente si trova a transitare in un bel campo appena seminato o da dove spuntano i primi germogli. Allora, invece di pensare all´ampliamento del calendario venatorio, mandiamo a scuola di cultura ambientali quanti, a vario titolo, desiderino intraprendere questa attività!

Fonte: Doady Giugliano