Mihajlovic e la Fiorentina ´´Rifarei tutte le scelte´´

09-11-2010 08:45 -

Accetterebbe di nuovo l´offerta della Fiorentina?
«Tutta la vita».

Anche il mercato estivo? Quando non ha chiesto alcun rinforzo, neppure dopo l´infortunio di Jovetic? Non è troppo aziendalista?
« Rifarei tutto. Sono così, mi fido della mia società, dei miei dirigenti, di quello che fanno. Io non faccio il mercato. Ci si consulta, ma poi fanno loro. Io alleno chi mi mettono a disposizione».

Tra i tanti infortuni nel suo gruppo, qual è stato quello che l´ha fatta vacillare?
«Quello di Jovetic. Perché Stevan è forte, fortissimo, me lo dicevo anche quando non lo allenavo. Se può diventare il nuovo Totti? Deve giocare tanto e ad alto livello, ma come potenzialità può diventare anche più forte di Totti».

Un gol subìto nelle ultime quattro partite: come ha rimesso a posto la difesa viola?
«Con un colpo di culo».

Tra lei e Corvino è stato ´amore´ a prima vista, un´autentica passione, sembrate fidanzati...
«Io amo mia moglie e anche se mi piacessero gli uomini non ne sceglierei uno così grosso» .

Il feeling è straordinario.
«Ho firmato in cinque secondi. Lo stimo e mi fido ciecamente di Corvino e per quelli della mia razza un amico vero vale più di tutto e per lui dai anche la vita».

Diego Della Valle per Mihajlovic.
«L´ho sentito 4-5 al telefono e visto 2-3 volte di persona. Uno con i controcoglioni, mi piace, non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto se non fosse così. Difficile che io sia in soggezione, ma Diego, al di là della stima, lo tengo un po´ a distanza reverenziale».

Andrea Della Valle per Mihajlovic.
« Con Andrea c´è un rapporto più alla mano. Scherziamo, facciamo le battute. Un rapporto leale, di amicizia».

Prandelli ha dato dei viziati ai suoi giocatori.
«Prandelli non lo conosco, l´ho visto una volta per una manifestazione benefica e non so cosa dire se non che mi è dispiaciuto perché io i ragazzi li vedo tutti i giorni e non sono viziati. E comunque se ha conquistato quattro anni su cinque il quarto posto e adesso allena la Nazionale italiana è grazie a questi ragazzi viziati».

Quando vedremo il primo gol su punizione della Fiorentina?
« Prima bisogna conquistare una punizione e poi è necessaria la fortuna di avere in campo o Mutu o Ljajic o Gulan o Cerci ».

Cerci: crede che possa diventare una grande calciatore?
«Sì, ne sono convinto, ha tutte le qualità. Deve avere solo la fortuna di non farsi male, di allenarsi con continuità e di credere di più in quello che fa. Non deve buttarsi giù. Deve migliorarsi caratterialmente».

Il carattere che non manca a Mutu.
«Adrian sa quanto lo stimo e quanto gli voglio bene. Ci parliamo spesso. Mi riconosco un po´ in lui, come carattere, come grinta. E´ uno che si assume le responsabilità. Contro il Chievo al 90´ è andato in scivolata a conquistare un calcio d´angolo. E´ di esempio ai giovani come Ljajic o lo stesso Cerci che penseranno: se lo fa lui, io devo fare molto di più».

C´e chi la rimprovera di essere sfaccia tamente ottimista...
«Sono fatto così. Credo in me stesso, nella mia squadra, so quello che posso dare e so quello che la mia squadra può fare. Se pensi positivo, ti ritorna indietro positivo anche nei momenti difficili. Se sono preoccupato non lo faccio vedere. Quando allenavo il Bologna, Lanna mi diceva sempre che non aveva mai visto un allenatore costruttivo e positivo come me anche dopo 3-4 sconfitte, mai a testa bassa. Io ho avuto un allenatore che quando perdevamo, sembrava che fosse morto qualcuno. Come fai a vincere la partita con uno così?».

I maestri di Mihajlovic.
«Nel calcio tutto si ripete e bisogna essere svegli per ripetere le cose buone e non gli errori. E´ un déjà vu che uno deve imparare a riconoscere per non sbagliare ancora e per migliorare. Per riuscire ho preso gli insegnamenti di un po´ tutti i miei allenatori: da Boskov e Zaccheroni, da Zoff e Mancini, da Eriksson e Petrovic alla Stella Rossa».

Quindi ottimista per Roma anche se è in piena emergenza infortunati?
«Quando sei organizzato puoi fare tutto. Non sempre i più forti vincono. Vince chi ha fame, chi ha voglia di farsi vedere, di farsi confermare. Quelli sono i calciatori giusti per le squadre che vincono».

Alessandro Rialti - CorSport Stadio

Fonte: violanews.com