Sanità Toscana

08-02-2010 -

Politica o non politica, la Toscana, si conferma tra le prime regioni italiane per la qualità dei servizi sanitari. Del resto le ns "Scuole Mediche", hanno origini lontanissime. Non siamo perfetti, certo, ma i risultati sono decisamente più che lusinghieri. E´ compito nostro è quello di capire i tempi che cambiano, predisponendoci ad usufruire della nuova sanità con spirito diverso. Anche le pratiche mediche e le terapie cambiano, non solo farmaci e chirurgia ma veri e propri pezzi di ricambio e/o dispositivi biomedici che ci restituiscono una qualità di vita degna di tale nome, evitandoci di cadere in patologie croniche costose per il SSR e, soprattutto inibire l´assunzione di sostanze che comunque hanno pur sempre, anche se rari, effetti collaterali. Nuove cure per il "l´Uomo Nuovo", quasi riportandoci al concetto rinascimentale, che adesso è più corretto definire "Uomo-Cyborg". In quest´ottica credo di fare cosa utile agli ascoltatori, trattando un argomento di grandissima attualità che vede la nostra Regione, ancora una volta, capofila per la Sanità NAzionale, riportandovi un mio articolo pubblicato nella "regionale" de "Il Tirreno" di sabato e di cui ho parlato questa mattina.
"Entro i prossimi giorni, sarà disponibile in Toscana il pace-maker che cura l´ipertensione "resistente" ovvero quella che non si riesce a riportare nei valori al di sotto della soglia di grave rischio attraverso le comuni e molteplici terapie farmacologiche oggi a disposizione.
Sono stati approntati infatti dagli specialisti che operano nella nostra regione, i primi protocolli per accedere alla terapia "Bat" destinata agli oltre due milioni di pazienti italiani ipertesi ( su di un totale di quasi 22milioni di ipertesi).
La Rheos Baroflex Activation Therapy (Bat) è un dispositivo medico impiantabile con un piccolo intervento chirurgico ideato per il controllo "non farmacologico" dell´ipertensione arteriosa. Forte di risultati ottimali ottenuti negli Usa, dove questa sorta di pace-maker è stato realizzato, prima di essere distribuito in Europa dove ha avuto comunque tutte le autorizzazioni previste, sarà oggetto di ulteriore valutazione in Italia dove di fatto opera la migliore "scuola" mondiale sull´ ipertensione. " Nel mese di gennaio abbiamo costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da Medici Internisti, Cardiologi, Chirurghi Vascolari )- afferma il prof. Mario Cecchi, coordinatore del Centro Regionale di Health Tecnology Assesment - con lo scopo di individuare la popolazione da trattare sul territorio regionale. Nel frattempo stiamo definendo i regimi assistenziali appropriati per l´erogazione della procedura e del relativo follow-up, per valutare gli esiti di salute sui casi trattati sulla base del consenso informato e della libera scelta individuale. Le indicazioni scientifiche- conclude Cecchi - derivate dai risultati ottenuti e le implicazioni cliniche ed organizzative della applicazione del dispositivo saranno il completamento necessario dei dati che il Centro Regionale Hta fornirà agli organismi preposti alla valutazione del processo di adozione dell´innovazione tecnologica nel sistema sanitario territoriale". Sulla validità ed eticità del "protocollo toscano" arriva non solo il plauso dell´azienda produttrice ma anche quello della Regione Emilia Romagna che ha espresso la volontà di condividerne il percorso. Entro il 31 marzo prossimo, la "terapia Bat" sarò applicata nei primi pazienti toscani.
I primi centri di riferimento saranno quelli delle aziende ospedaliero universitarie di Firenze, di Siena e quella di Pisa, il cui responsabile, prof. Stefano Taddei che ha seguito dall´inizio l´iter organizzativo del protocollo, è già pronto per il primo impianto. Entro l´Estate, anche per far fronte alle probabili richieste che perverranno da fuori regione, analizzate le risultanze ottenute secondo i principi della "Medicina basata sull´Evidenza", l´impiego controllato della Bat potrà essere estesa anche ad altri centri afferenti le Asl regionali".


Fonte: Il Tirreno