Renzi: ´´Non immagino i viola senza Prandelli´´

17-02-2010 -

Il Pc acceso su Facebook. L´indice della mano aggiorna agile la bacheca ogni tre minuti, mentre con la sinistra controlla il display del telefonino. La cravatta gialla slacciata resta aggrappata per stanchezza al colletto della camicia azzurra. «Sai che? Prendo la spremutina d´arancia. Fa bene», sospira Matteo Renzi, il tecno-sindaco più aggiornato che c´è. Ancora l´indice che vola sulla tastiera. E poi: «Via, parliamo un po´ di Fiorentina».
Parte per Monaco?
«No, andrò a incontrare il sindaco di Parigi. La vedrò sul web. Però ho mandato un sms a Prandelli».
Con scritto?
«Diciamo una frase di incoraggiamento. Io resto un prandelliano convinto».
E della partita che dice: ottimista? Pessimista?
«In Champions sono abbastanza ottimista. Potrebbe essere l´occasione giusta per ripartire. Questo è un momento delicato della stagione ma eviterei di premere il pulsante dell´autodistruzione come spesso amiamo fare noi fiorentini. Sento parlare perfino di ciclo finito. Non scherziamo».
Potremmo dire: Fiorentina, non agitare prima dell´uso.
«Sì, stiamo calmi. E´ la prima volta negli anni della gestione tecnica di Prandelli che la squadra si trova in difficoltà. Ci si può preoccupare un po´, ma non fare drammi».
Le cause, secondo lei?
«Da tifoso dico che l´assenza di Mutu non è uno scherzo. E che la stanchezza di Gilardino ha le sue spiegazioni. Ma c´è tempo per riprendersi e poi se a fine stagione la Fiorentina dovesse arrivare in Europa League, non è il massimo, ma ci può stare».
Ma lei lo sa che c´è chi discute Prandelli?
«Non riesco a immaginare la Fiorentina senza di lui. Non si è mai visto a Firenze un allenatore così amato. E poi deve restare per forza: devo mettergli la fascia tricolore addosso per fargli inaugurare il centro sportivo».
Lei è tranquillo: Prandelli resta, il progetto continua.
«Ci sono delle coincidenze che non ricapitano spesso nella vita: la società ambiziosa e seria, un grande allenatore, dei giocatori di alto livello. E poi qualcuno può immaginare i Della Valle proprietari di una squadretta senza ambizioni? I Della Valle sono dei vincenti. I numeri del gruppo Tod´s dicono tutto. No?».
E poi ora la convenzione è firmata.
«I lavori stanno per iniziare. Credo che sia questione di ore».
Poi c´è sempre la mitica cittadella.
«Un´occasione per la città. In questo caso parlo da sindaco, non da tifoso. In tempi brevi ci vedremo con Fondiaria e quindi, tra fine 2010 e inizio 2011, la cosa inizierà ad avere contorni definiti. Questo è il mio obiettivo».
Mettiamo da parte il tifo e la politica: da fiorentino le piace questa cittadella, cioè dello stadio nuovo e del parco tematico?
«A me piace l´idea che da una parte Firenze preservi e curi la sua incredibile bellezza, dall´altro che sviluppi in maniera intelligente e utile il suo tratto contemporaneo».
Poi c´è anche la contaminazione antico-nuovo: bella cosa. Però quel neon blu sugli Uffizi fa tanto centro commerciale.
«Sinceramente no. Ma questa cosa andrebbe spiegata alla Acidini (la soprintendente ndr): la contemporaneità di un museo sta, tanto per cominciare, nella qualità dei servizi che può offrire, più che in certi azzardi. Pensiamo a una card che dia accesso a tutti i musei, per esempio».
Eppure lei viene accusato dagli avversari di fare un po´ scena.
«Firenze a volte funziona così: non fanno le cose ti lamenti, le fanno ti lamenti lo stesso. Un po´ come l´ultimo dell´anno: facciamo un grande concerto e c´è chi se la prende per le limitazioni del traffico. Avete mai visto passare le auto in mezzo a un concerto rock?».
Un esempio di sostanza che riguarda lo sport?
«L´obiettivo dei mondiali di ciclismo per il 2013 non vale solo per l´evento sportivo in quanto tale. Voglio che sia l´occasione per far diventare Firenze una città a misura di bicicletta».
Cosa pensa quando vede il Franchi che si svuota?
«Che viviamo in un mondo che si svende alla tv. Che nessuno pensa più all´importanza della socializzazione. Che una famiglia che vuole andare a vedere una partita oggi è invogliata solo a restare a casa».
E se poi pensiamo che gli ultrà della Roma che arrivano senza biglietto hanno la precedenza su un tifoso della Fiorentina che abita fuori dalla provincia..
«Una cosa incredibile. Anche perché poi con Roma, diciamocelo, vengono sempre applicati due pesi e due misure. Ma a parte questo la cosa che mi fa impazzire è pensare che si pensa che per combattere la violenza, cosa giusta e sacrosanta, sia utile tenere fuori striscioni e tamburi. In pratica eliminare la scenografia di uno spettacolo».
E poi l´etica dello sport si valorizza soprattutto con le azioni: come consegnare il Fiorino d´oro a Stefano Borgonovo.
«Sì, il 25 andrò a trovarlo per parlare anche di questo. E´ una cosa a cui tengo molto. Sarà un giorno importante, per me».
Ultima domanda: è sempre deciso a correre la Firenze Marathon?
«Vorrei provarci. Il sindaco di Washington mi ha detto che vuole esserci. Quando gli ho chiesto quanto ci mette mi ha detto 3 ore e 20. Mi aspetterà al traguardo. Ci sta che prima o poi, se ha pazienza, vedrà arrivare anche me».

Benedetto Ferrara - La Repubblica

Fonte: violanews.com