Jovetic adesso conta i giorni

11-03-2011 08:23 -

L´appuntamento era per le 14.30 di ieri alla Hessingpark Kli­nic di Augsburg e stavolta Stevan Jo­vetic non vedeva l´ora di incontrare il professor Boenisch, lo specialista che per due volte è intervenuto chi­rurgicamente sul suo ginocchio. Sta­volta voleva dire tornare nel posto e nel luogo teatro di tante sedute di su­dore e d´impegno psico-fisico per sentirsi dire la parola più dolce del mondo: sì. Anche se magari in tede­sco è suonata un po´ meno dolce.

RIENTRO IN GRUPPO- Il sì a riprende­re gli allenamenti con i compagni, soprattutto con il pallone come stru­mento primario e preferito del lavo­ro quotidiano dopo chilometri e chi­lometri percorsi a nuoto, dopo mi­gliaia di esercizi, dopo tonnellate di pesi tirati su. Sarebbe stato il segna­le atteso spasmodicamente, più an­cora di quelli che hanno contraddi­sinto tutte le varie visite effettuate disettimana in settimana per certifica­re l´avanzamento del recupero. Jove­tic è volato in Germania con la fidu­cia e le serenità di chi ha fatto tutto quello che occorreva fare per ripren­dersi ciò che la sfortuna gli ha tolto, forte poi dei controlli precedenti co­me ulteriore conforto necessario.

FINE DEL TUNNEL- L´aereo di ritorno in serata da Monaco ha riportato a Firenze uno Stevan Jovetic felice e sollevato per il responso positivo del professor Boenisch: per ritrovare il campionato si sposterà dalla palestra al terreno di gioco e questo significa che rimane da eliminare il deficit di forza nelle gambe e da ritrovare il ritmo-partita perduto a causa delle due operazioni distinte (il 9 agosto a collaterale e menisco e il 4 ottobre al legamento crociato anteriore) e del­la prolungata inattività agonistica come conseguenza. Questo gli rima­ne. Non è poco, ma in confronto aquello che ha sopportato è uno scherzo.

OBIETTIVO CESENA- Dopo il Chievo ci sarà la Roma e dopo la Roma arrive­rà la sosta che è perfetta per consen­tire a Jovetic di avere una settimana in più a disposizione e di perdere una partita in meno. Dopo la sosta, infine, ci sarà il Cesena e lo stadio Manuzzi è diventato il traguardo reale dove fissare lo striscione d´arrivo. Da og­gi sono ventitré giorni esatti. La cer­tezza la daranno gli allenamenti ai campini e le verifiche, i contrasti e i movimenti sotto sforzo, ma la squa­dra bianconera è l´obiettivo fisso nel­la testa di Stevan. A proposito di bianconeri: il calendario riserverà alla Fiorentina prima la Juventus e poi il Milan a seguire il Cesena. Nes­suna aspettativa particolare, nessu­na pressione assurda: semplicemen­te, con il campioncino di Podgorica presente sarà tutta un´altra cosa.

GIORNO DI FESTA- Intanto, Jojo conte­rà davvero i minuti che lo separano da questo benedetto rientro che per lui rappresenterà il ritorno nel pa­radiso calcistico, a distanza di otto lunghi e tremendi mesi di limbo a causa del gravissimo infortunio su­bìto nel ritiro di San Piero. Parados­salmente, questa è la sfida più dura da affrontare perché il tempo sem­bra non trascorrere mai quando hai ciò che desideri a portata di mano. Oggi, nel corso del consueto report che precede di 48 ore la partita del­la Fiorentina, il dottor Manetti dello staff medico ufficializzerà quello che a Stevan ha già detto privata­mente: questa che comincia marte­dì alla ripresa degli allenamenti sa­rà la fase finale del recupero per consentire il ritorno di Jovetic tra i convocati. Succederà il 3 aprile. Giorno di festa per Jojo e per i tifo­si viola.

Francesco Gensini - Corriere dello Sport Stadio

Fonte: violanews.com