Macia: "Scudetto? Credere che sia possibile"

24-11-2012 09:37 -

Sul Corriere Fiorentino troviamo un´intervista ad uno degli artefici del miracolo Fiorentina, il direttore tecnico Eduardo Macia. Ecco le parole più importanti:
Macia, il suo inizio in viola è stato in punta di piedi...
«L´Uomo invisibile no? Come accade in Spagna e in Inghilterra dove il dirigente non ha un ruolo pubblico importante come in Italia. Nessuno conosceva nemmeno la mia faccia. A me piace, perché il privato deve rimanere tale, serve a staccare e a far bene il proprio lavoro». (...)
La Fiorentina come nuovo modello per il calcio italiano dunque.
«È quello che vuole la proprietà. Di noi parlano tanto in Spagna, in Inghilterra. Grazie a questo club all´estero stanno iniziando a capire che anche il calcio italiano può avere una strada diversa. Fino al 2000 la serie A è sempre stata molto chiusa, il livello alto era dato dai grandi giocatori che venivano a giocare in questo Paese. Ma ora questo modello deve cambiare, serve altro, un calcio più propositivo, che coinvolga la piazza perché è doloroso vedere gli stadi sempre vuoti. Godere attraverso questo sport, è questa la mentalità che deve affermarsi. La Fiorentina può far capire a tutto il mondo che anche in Italia è possibile. E non è un caso che questa strada sia stata intrapresa anche dalla Nazionale azzurra che ha preso esempio da quella spagnola che ha un´identità ben precisa». (...)
Ma cosa significa davvero «modello spagnolo»?
«È la formazione ad essere completamente diversa. Non sono curate solo le qualità del campo, ma anche quelle mentali. I ragazzi crescono e sviluppano la mentalità vincente. Il "modello spagnolo" offre una strada per il successo». (...)
Terzo posto in classifica e in piena lotta per un posto in Champions. C´è il rischio che la spensieratezza venga minata dalle pressioni?
«La testa di un calciatore è molto importante. In una squadra ci devono essere quelli che nascono per fare calcio, come Pizarro, Borja, Gonzalo, quelli che mettono la grinta come Roncaglia, Savic, Tomovic e quelli che aiutano nello spogliatoio, fanno gruppo, proteggono i giovani, come Toni o Lupatelli. Noi nel fare questa squadra abbiamo pensato a tutto questo. La Fiorentina non è un miracolo, non siamo stati fortunati, questo è frutto del lavoro per cui siamo pagati. Adesso la squadra deve crescere, teniamo i piedi in terra e il nostro obiettivo è migliorare ancora questa squadra anche se non è facile. Si deve essere ambiziosi per portare il nostro progetto al massimo delle potenzialità. Cosa vuol dire? Arrivare in Europa importante. Fino a dove? Al massimo».
Il massimo può significare anche lottare per il primo posto?
«Parla dello scudetto? Noi dobbiamo credere che sia possibile, non dobbiamo mollare senza farsi contagiare dall´entusiasmo. Anzi tutti questi complimenti fanno crescere la nostra responsabilità. Quando ero al Valencia nessuno avrebbe creduto che potessimo arrivare a vincere lo scudetto o alla finale di Champions. Ci siamo riusciti lavorando, piano piano». (...)
Sul mercato, Macia non si sbilancia: «Lavoriamo per prendere il calciatore giusto al momento giusto. A gennaio o a luglio? Vedremo. In questo momento stiamo monitorando soprattutto l´Europa». (...)
E Macia quanto resterà a Firenze?
«Qui mi trovo veramente bene. La mia famiglia? È a Valencia, ma così posso lavorare (ride, n.d.r.). Mi piace passeggiare in città, vederne tutti gli angoli, le piccole cose. Ho visitato tutti i musei, mi piace l´arte e rilassarmi così. E poi un gelato italiano o una buona bistecca alla fiorentina. Lavorare nel calcio è una fortuna, ti fa conoscere il mondo».

CORRIERE FIORENTINO

Fonte: violanews.com