Joaquin a 360°: "Meglio correre che scaldare la panchina"

07-03-2015 16:46 -

Di seguito vi proponiamo alcuni passaggi dell´intervista a Joaquin pubblicata sulla rivista Viola:

Se dovesse raccontarsi da solo come si descriverebbe?
"Sono un ragazzo semplice e mi piace vivere in tranquillità con la mia famiglia. Per me la felicità coincide con le cose semplici della vita. La mia famiglia, i miei amici. Avere una vita allegra e divertente".

Quando giocava nel Valencia un giornale spagnolo parlando di lei ha titolato: ´No es un pecado ser un tío gracioso´ (non è un peccato essere un tipo simpatico). Cosa significa esattamente?
"Vengo dal sud della Spagna ed essere un tipo ´gracioso´ (divertente - simpatico) è normale, ed è certo che questo non può essere un ´peccato´. Sono una persona allegra, ma questo non significa che nel lavoro non sia super concentrato. Non sarei arrivato dove sono altrimenti (sorride, ma non con l´arroganza che contraddistingue spesso ´chi è arrivato´. Sorride e basta). Prendo la vita seriamente, ma con gioia. Per lavorare bene ho bisogno di essere sereno. Ho semplicemente bisogno che intorno a me ci sia allegria".

Perché ha scelto di vivere in centro?
"All´inizio vivevamo in collina, più vicini allo stadio, ma per mia moglie non è facile vivere lontana dalla Spagna e stava facendo fatica ad adattarsi a quella situazione. Eravamo troppo isolati. Sono davvero felice di aver fatto la scelta di andare ad abitare sui lungarni. In città c´è sempre gente. Ti puoi muovere a piedi. Per lei e per le bambine (Daniela 8 anni e Salma 4 ndr.) ora è tutto più facile".

Che differenze ha trovato tra l´Andalusia e la Toscana?
"La Toscana è davvero bellissima, ma è il vostro modo di vivere che è tanto diverso dal nostro. Nel sud della Spagna c´è tanta gente che ha poco per vivere, ma ha comunque il sorriso. Qui le persone vivono per lavorare. Per costruire un futuro. Da noi la gente non guarda al domani. Vive alla giornata e se lavora lo fa per vivere. Non il contrario".

Qual è la cosa che più le piace di Firenze?
"Firenze è una città di pura bellezza e ha un grande fascino. Ci sono molte cose belle, ma per me la vista di Ponte Vecchio dalle finestre del mio appartamento sul lungarno è un qualcosa di magico".

A trentadue anni corre più di quando ne aveva venti
"Già ed è anche molto faticoso, ma ora sono felice. Quando chiamano i miei amici, che ovviamente non mi hanno mai visto correre così, mi dicono ´Joa cosa è successo?´ e io rispondo che è meglio correre piuttosto che scaldare la panchina. E poi, mi diverto come un matto".

La gente la chiama Gioacchino, ma decisamente le vuole bene
"Lo so. La gente di Firenze è davvero meravigliosa. Io sono un ragazzo solare e ho sempre avuto bei rapporti con le persone. Ma quello che ha fortificato il mio legame con la città è stato il gol alla Juventus. Qualcuno mi ha detto che quella rete farà parte della leggenda. Incredibile. Per molti giorni la gente per strada mi ringraziava".

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Fonte: violanews.com